Esiti cicatriziali post acne

LASER

Dopo anni di lavoro con il laser, dal Co2 all’Erbium-Yag, sono giunto alla conclusione che questo complesso inestetismo del volto, che interessa una grande quantità di ragazzi e di adulti, si debba combattere con un approccio di laser chirurgia meno drastico che nei passati anni ’90, preferendo un vero e proprio protocollo di cura, basato sulla progressione dei trattamenti e dei risultati che via via si possono conseguire.

In parole semplici, ecco quello che eseguo di routine e che mi dà la garanzia di buoni risultati:

 

1) inquadramento clinico: se c’è ancora qualche eruzione foruncolosa o microcistica tratto il paziente con un ciclo di Luce Pulsata o di Therma-Scan (laser terapeutico di 1319nm)

 

2) un primo laser ProFractional Sciton (sicuramente il top di gamma dei laser al mondo) che definisco “esplorativo”, e cioè eseguito in modo poco aggressivo e con rapidissimo recupero sociale (un week end) per valutare la risposta individuale del paziente

 

3) un secondo laser Ablativo e ProFractional che definisco “operativo”, a un mese di distanza dal primo, eseguito più in profondità, così da raggiungere e trattare il livello esatto a cui si trovano le cicatrici

 

4) un terzo laser di “rifinitura cicatriziale”, dopo un altro mese, in cui associo al laser ProFractional un lavoro minuzioso, eseguito con una emissione puntiforme di laser CO2, con tecnica personale M.S.T.(MicroSpotTechnique) da me pubblicata già circa 15 anni fa, che mi permette di eseguire un vero e proprio livellamento e stimolo di ogni cicatrice e depressione cutanea.